Origini – Week #1

Ferita originale - © 2015 Claudia Picardi
Alle origini c’è una ferita, e le radici affondano nella terra bagnandosi nel sangue e temprandosi nel fuoco.

Fil di ferro che vibra nel sangue,
canta al di sotto di ferite recidive,
placando guerre a lungo dimenticate.
(T.S.Eliot – Burnt Norton)

Prima settimana di percorso Artist’s Way II – Walking in this World (anche detto AW2 o WitW).

Prima settimana di Detox nel programma LeBootCamp (anche detto LBC).

Il riassunto della mia esperienza potrebbe essere: i nodi vengono al pettine.

Ma procediamo con ordine.

alle origini del creare

Prima equazione, emersa dalle attività svolte per WitW:

origini = beginner’s mind

Rendermi conto, cioè, che essere dentro al flusso della creatività – che poi vuol dire sentirmi centrata e presente in quello che faccio, sentire che lo scelgo, anche quando per certi versi si tratta di cose necessarie e dovute, sentire che è comunque la mia voce ad esprimersi – non è mai un conseguimento, ma è sempre un punto di partenza. Mi sento fluire con la creazione se ogni istante è un punto di partenza, non un punto d’arrivo. Uno penserebbe di capire una cosa così, e mettersi il cuore in pace – ossia smettere di cercare i traguardi e i foto-finish. E invece, tremola sempre davanti agli occhi il miraggio di quella linea eternamente un po’ più in là, oltre la quale finalmente potrò respirare sazia ed appagata di aver raggiunto l’obiettivo. Uno degli esercizi proposti nel libro consiste nello stare 15 minuti senza fare assolutamente nulla, lasciando vagare la mente dove desidera, e ripetendosi di tanto in tanto: “io sono abbastanza, io sono abbastanza…”. Se lo ripeto abbastanza a lungo, arriverò a crederci? 

tavolo

Seconda equazione, che mi sono appuntata oggi al margine del libro, nella quale si incontrano diversi dilemmi vagamente ansiogeni incontrati questa settimana.

origini = ferita = separazione = padre

Nel libro si parla di come blocchiamo i nostri processi creativi chiedendo loro di raggiungere la perfezione. In realtà la ricerca della perfezione è una scusa per procrastinare, ed io mi rendo conto che questo problema emerge in me tutte le volte che immagino, penso o spero di “mettere al mondo” una creatura artistica. Per varie ragioni – alcune variamente (psic!)analizzate nel corso degli ultimi anni – far uscire da me qualcosa di concreto del mondo diventa nella mia anima una sfida al padre. E in questa sfida io non sono brava: forse perché, per varie ragioni, mi è stata negata quando avevo l’età giusta. Non ho mai sfidato davvero mio padre, quello reale, e questo ora mi rende difficile sfidare il padre simbolico, che mi vorrebbe compiacente, improduttiva e sempre figlia. Non che mio padre voglia questo da me, tutt’altro, ma le condizioni e le circostanze della mia crescita mi hanno portato a vivere sotto quest’ombra, che a poco a poco si sta chiarendo – a prezzo di una grande ansia quando muovo qualche passo contro il diktat. Ad ogni modo, sempre meglio l’ansia di questi giorni che l’immobilità degli anni precedenti.

Endogenesi - © 2015 Claudia PicardiSì, perché qualche passo l’ho mosso. Questo blog è il primo. Ma subito dopo è seguita la decisione di provare a proporre i miei laboratori al convegno dell’associazione europea di psicologia transpersonale. La mia mente ha tirato fuori tutto il suo arsenale di resistenze, ma alla fine sono riuscita a farlo. La proposta è andata.

Stanotte ho fatto un sogno assai legato al mio rapporto col maschile, in cui comparivano tutti gli uomini significativi della mia vita, tranne mio padre e il mio attuale compagno. Sarà un caso?

disintossicazione atto 1

E veniamo al secondo “pilastro” del mio percorso: l’alimentazione. Mi ritengo soddisfatta di me stessa, perché ho seguito il Detox del programma LeBootCamp al meglio che ho potuto, e cioè cogliendone – spero – gli aspetti essenziali e adattando il resto a quella che è la mia vita e la mia percezione del sistema “corpo-mente”.

Tanto per cominciare, mi sono posta come obiettivo un peso salutare, anziché quello che ritengo il mio peso ideale dal punto di vista estetico. Ragion per cui l’obiettivo è perdere 7kg anziché 10. Questa scelta mi ha dato un equilibrio tra l’esigenza di accogliere il mio corpo per come è – decisamente morbidoso – e quella di prestare attenzione alla salute.

Sull’alimentazione sono stata sostanzialmente rigorosa (no glutine, caffeina, latticini, zuccheri raffinati o dolcificanti sintetici, alcool – tanti carciofi, avocado, mele, banane, crocifere). Ho avuto solo qualche problema con l’infuso di grano saraceno, la sobacha, che ho scoperto di detestare cordialmente. Poiché avevo la sensazione che mi infiacchisse (forse erano le mestruazioni, ma ho colto la palla al balzo) l’ho sostituita con una tisana depurativa arricchita con zenzero. Ho reintrodotto il grano saraceno cucinando due volte i soba giapponesi.

Riguardo al movimento, ho rigorosamente camminato mezz’ora tutte le mattine prima di colazione. Se c’è una cosa di cui devo ringraziare questo programma, è che mi ha dato una regolarità di orari che prima non avevo. Una volta alla settimana pratico aquatrek, un tipo di ginnastica/corsa fatto su un tapis roulant meccanico dentro una piscina. Avendo problemi di schiena, mi permette di fare movimento senza pesare sulle vertebre. Mi sono invece rifiutata di fare gli “esercizi della 25esima ora”, ossia esercizi di ginnastica in pillole da infilare negli interstizi della quotidianità. Riempire gli interstizi mi stressa, lo trovo antitetico alla ricerca di un equilibrio, che è fatto anche di pause e di respiro. Inoltre credo che il multitasking sia nemico della presenza a se stessi. Preferisco 10 minuti di meditazione o di creazione. Adesso vedrò se sostituirli con qualche posizione dello yoga.

Per quanto riguarda il controllo dello stress, per mia fortuna faccio una vita poco stressante, però piena di tante cose e a volte un po’ affollata. Credo che su questo punto il lavoro di Artist’s Way portato avanti in parallelo aiuti molto: mi costringe a momenti di pausa creativa e di meditazione. Non ho seguito il mandato di non guardare più computer e iPhone dopo le 7 di sera, però cerco di non guardare posta o messaggi prima di andare a dormire, in modo da non trascinarmi nel sonno “pratiche da evadere”.

Veniamo ora ai risultati, per certi versi decisamente incoraggianti. La bilancia infatti segna un -2 (lo so, avevo promesso di non parlare dei chili persi, ma tant’è…). Non solo, ho anche recuperato nella media molta energia, e ho avuto il ciclo mestruale meno doloroso degli ultimi due anni.

Come contraltare ho avuto dei piccoli fastidi – un gonfiore sotto a un piede lievemente doloroso, e una reazione allergica a non so cosa che mi ha provocato rossore e prurito in faccia – che però temo siano parte del processo “depurativo”: tossine accumulate che escono in superficie.

Complessivamente, trovo la fase di Detox decisamente faticosa (non so se la reggerei per più di due settimane), ma piuttosto gratificante, sia per lo stato di benessere corpo-mente che per l’oggettiva perdita di peso.

buon inizio di settimana a tutti!

La mia sarà dedicata questa volta al senso della proporzione! …e mi sa anche al senso della porzione (sob!)

 

 

 

 

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Origini – Week #1